mercoledì 29 ottobre 2008

LA GRANDE CRISI PARTE 3

Ora ke hò fatto la cronostoria di quello che stà accadendo nel mondo mi sembra doveroso fare alcune considerazioni alla quale vorrei lasciare la risposta a voi lettori.
1) E giusto che questo disastro finanziario sia pagato ancora una volta dai cittadini?
2)E giusto che a pagare il conto salato causato da una minoranza di persone AVIDE, BUGIARDE e LADRE sia la comunità?
3)E giusto che gli autori di questa truffa finanziaria legalizzata alla fine escano impuniti con il benestare delle principali autorità governative e di controllo?
4)E giusto che gli amministratori di queste banche d'affari e commerciali dopo aver causato questo diastro mondiale si dimettano e se ne escono dalle loro cariche con liquidazioni milionarie?
5) E giusto che all'interno delle più alte cariche governative e degli organi di controllo siedano personaggi provenienti da queste banche (es. Goldman sasch da cui provengono MARIO DRAGHI oggi governatore della banca d' italia e ROMANO PRODI ex primo ministro del governo)?
6) E giusto che le società di rating che dovrebbero essere imparziali sono colluse con queste società e applicano punteggi positivi alle obbligazioni e a quelle banche amiche pur non avendo i requisiti?(ricordo che le obbligazioni di LEHMAN BROTHERS avevano  AAA ovvero il massimo punteggio di affidabilità e che solo in ITALIA sono stati truffati 300.000 risparmiatori. Bene ora spetta a voi dare una risposta a queste domande. Nei prossimi giorni lancerò un sondaggio.

martedì 28 ottobre 2008

LA GRANDE CRISI PARTE 2

Gli effetti di questa crisi  partita dall'america stanno arrivando  in europa dove molte banche hanno comprato e rivenduto ad altre banche gruppi assicurativi , fondi pensione, stati, regioni,provincie,cumuni e gruppi industriali le obbligazioni strutturate sui mutui. Anche l'ITALIA non è immune da questa situazione negativa ed i principali gruppi bancari(UNICREDIT E BANCA INTESA) iniziano a far uscire comunicati stampa dove si dichiarano in notevole difficoltà dovuta alle perdite finanziarie  causate dai derivati. In oltre un nuovo pericolo è all'orizzonte sul sistema finanziario U.S.A e successivamente in EUROPA: il rischio fallimenti riguardanti i rimborsi legati alle carte di credito. E  in fatti sempre maggiore il numero di clienti che non riesce più a far fronte ai pagamenti in un unica soluzione e rateali delle carte di credito, ed è dell'altro ieri la notizia che in america è stata approvata una legge in favore dei clienti in difficoltà con i pagamenti e che impedisca di alzare gli interessi retroattivamente senza avvisare i clienti.I numri di tale fenomeno non sono x niente incoraggianti: nel 2007 e inizi 2008 il tasso di insolvenza è aumentao in maniera spropositata e si stima che 2,5 milioni di cittadini rischiano il fallimento personale.

LA GRANDE CRISI PARTE 1

La grande crisi finanziaria che stà investendo tutto il mondo è nata in GRAN BRETAGNA all'interno di numerose società di ingegneria finanziaria La causa principale dei mali del mondo è rappresentata dai cosidetti strumenti derivati che non sono altro che mutui immobiliari impacchettati e trasformati in obbligazioni messi sul mercato e venduti in tutto il mondo. In poche parole le società di ingegneria finanziaria progettavano il prodotto le banche commerciali(quelle che erogavano i mutui ai clienti) li impacchettavano  e vendevano le obbligazioni alle banche d'affari o li collocavano direttamente sul mercato.In questo modo si creava un circolo vizioso con l'entrata di continua liquidità derivante dalla vendita delle obbligazioni strutturate,liquidità che veniva usata per sostenere richieste di nuovi mutui o finanziamenti e per emettere nuove obbligazioni strutturate.Questo giochetto che hà portato enormi profitti alle banche è andato avanti x molti anni  sostenuto anche dal mercato immobiliare americano in crescita con l'aumento delle case costruite ed ovviamente con l'aumento dei prezzi. Tutto ciò ha creato una bolla speculativa che è esplosa negli stati uniti circa 2 anni fà causando mancati pagamenti  dei mutui di massa di conseguenza  si è assistito al blocco dell'aumento dei prezzi delle case e successivamente al crollo purtroppo x noi non ancora terminato.

giovedì 23 ottobre 2008

CHE FINE HAFATTO IL LAVORO

Nel 1997 un paio di scarpe vendute a 100 mila lire ne erano costate 73 mila tra salari e materie prime e c'era un margine di 27 mila lire creato dal lavoro di trasformazione fatto in fabbrica;nel 2006 lo stesso paio di scarpe, venduto a 100 euro, è costato 78 euro tra salari e materie prime e il margine di valore creato dal lavoro non hà superato i 22 euro. Il valore aggiunto si è ridotto di un quarto in dieci anni ciò significa che quello che produciamo crea meno valore. Se a questo aggiungiamo che ogni impresa italiana è indebitata per 170.000 euro, 300.ooo aziende chiuderanno entro fine anno e saranno anche di più nel 2009 lasciando a casa circa 2milioni di lavoratori la situazione è preoccupante.La domanda che ci poniamo tutti è: chi è responsabile di questa situazione? non l'operaio sicuramente. io penso sia colpa dei nostri imprenditori  o menager  che anche a mancato raggiungimento degli obbiettivi aziendali prendono degli stipendi  e buone uscite esagerate. voi che ne pensate?

mercoledì 22 ottobre 2008

LA SCUOLA

In questi giorni  il decreto Gelmini è l'argomento di cui si parla di più ed è giusto che sia così perchè l'istruzione e la cultura sono lo strumento che ci consentirà  di affrontare la nostra vita.Per questo motivo io sono tra quelli che vogliono una scuola nella quale oltre ad imparare le classiche materie di formazione generale si ritorni a introdurre l'educazione civica che  è secondo il mio modesto parere una delle materie più importanti senza togliere niente alle altre.Questo paese hà perso il senso di civiltà e di rispetto verso  il bene pubblico la giustizia ed il rispetto delle regole. penso che dobbiamo ripartire da qui se si vuole  migliorare la nostra società non bagianate come tornare al maestro unico che è solo una scusa x far risparmiare soldi allo stato e creare disoccupazione.